Studio Legale Associato

Galbiati Girardi Scorza

Cass. sez. I 20/06/2017 n. 15183: la Cassazione rimette alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la litispendenza eurounitaria

La Corte di Cassazione analizza una complessa vicenda giudiziaria “internazionale”.

Dopo l’instaurazione in Italia del giudizio di separazione giudiziale tra un cittadino italiano e una cittadina rumena, sposatisi e vissuti in Italia per tutta la durata del rapporto coniugale, la moglie, nelle more del procedimento pendente in Italia, adiva il Tribunale di Bucarest per chiedere direttamente il divorzio. Il Tribunale rumeno nonostante l’eccezione di litispendenza eurounitaria sollevata dal marito, si pronunciava per lo scioglimento del vincolo matrimoniale e la relativa sentenza veniva confermata anche dalla Corte d’Appello di Bucarest.

Il Tribunale italiano, investito preventivamente della separazione dei coniugi, definiva successivamente il relativo procedimento, rigettando la domanda della moglie volta al riconoscimento in Italia della sentenza del Tribunale di Bucarest per non aver sospeso il giudizio in violazione dell’art. 19 Reg. n. 2201 del 2003.

La pronuncia del Tribunale di Teramo veniva però impugnata dalla moglie avanti la Corte d’Appello de L’Aquila che accoglieva l’appello e in particolare l’eccezione relativa al giudicato formatosi sul divorzio in forza delle pronunce dei giudici rumeni.

La Cassazione investita della questione ha rimesso alla Corte di Giustizia UE sottoponendo i quesiti di cui alla massima sotto riportata.

 

Cassazione civile, sez. I, 20/06/2017,  n. 15183 in Diritto & Giustizia 2017, 21 giugno (nota di: Massimiliano Summa)
Alla Corte Europe precisare i criteri della litispendenza eurounitaria

Vanno sottoposti alla Corte di giustizia dell'Unione Europea i seguenti quesiti: a) se la violazione delle regole sulla litispendenza, contenute nei paragrafi 2 e 3 dell'art. 19 del Regolamento n. 2201 del 2003, incida esclusivamente sulla determinazione della competenza giurisdizionale, con conseguente applicazione dell'art. 24 del Regolamento CE n. 2201 del 2003, o, al contrario, possa costituire motivo ostativo al riconoscimento nello Stato membro, la cui autorità giurisdizionale sia stata preventivamente adita, della pronuncia assunta nello Stato membro, la cui autorità giurisdizionale sia stata successivamente adita, sotto il profilo dell'ordine pubblico processuale, tenuto conto che l'art. 24 del Regolamento CE n. 2201 del 2003 richiama soltanto le regole determinative della competenza giurisdizionale contenute negli artt. da 3 a 14, e non il successivo art. 19; b) se l'interpretazione dell'art. 19 del Regolamento n. 2201 del 2003, inteso solo come criterio determinativo della competenza giurisdizionale, contrasti con la nozione Eurounitaria della litispendenza nonché con la funzione e con la finalità della norma, volta a dettare un insieme di regole inderogabili, di ordine pubblico processuale, a garanzia della creazione di uno spazio comune caratterizzato dalla fiducia e dalla lealtà processuale reciproca tra gli Stati membri, all'interno del quale possa operare il riconoscimento automatico e la libera circolazione di decisioni

 

Intervento di Federica Girardi giovedì 31 agosto 2017 11:23:00 Categorie: Rassegna stampa